Luis de Morales

Luis de Morales (ca. 1519-1586) è conosciuto come” El Divino ” (il divino) in Spagna per la natura fortemente religiosa dei suoi dipinti, che riflettono la pietà quasi fanatica della Controriforma nella sua terra natale.

Luis de Morales nacque presumibilmente a Badajoz nella provincia di Estremadura. Potrebbe aver studiato a Évora, in Portogallo, ma è più probabile che abbia ricevuto la sua formazione come pittore a Siviglia. Artisti fiamminghi del Rinascimento al lavoro ci sono stati la maggiore influenza nel suo sviluppo. Pedro de Campaña (Pieter de Kampeneer), originario di Bruxelles, aveva vissuto e lavorato a Bologna e Roma prima del suo soggiorno di 25 anni a Siviglia, e il suo stile combinava elementi dell’Alto Rinascimento italiano con una tendenza fiamminga nativa per una precisa resa oggettiva.

Le ombre scure in tutto Morales immagini, in particolare nella modellazione, contribuiscono notevolmente alla creazione di un senso di dramma, un dispositivo tecnico che deriva a notevole distanza dal dark shadows (sfumato) che caratterizzano l’opera di Leonardo da Vinci, e in particolare quello dei suoi seguaci in Italia e Spagna. Un certo numero di dipinti di Morales della Madonna con il Bambino hanno questa caratteristica, così come la resa profondamente tragica che prevede il sacrificio successivo del Cristo Bambino.

Più celebrate sono le immagini di culto di Morales della Passione di Cristo, in cui l’emozione si esprime con intensità bruciante. La Pietà (Madrid), uno dei suoi capolavori, mostra la Madonna che afferra il corpo contuso del figlio morto nell’angoscia disperata; le figure allungate sono poste in primo piano con solo la parte inferiore di una croce verticale visibile sullo sfondo. Scene della flagellazione, Cristo che porta la croce e l’Ecce Homo abbondano nella sua opera. Uno dei più inquietanti e fantasiosi nella sua espressività quasi surreale è Cristo che Medita sulla Passione (Minneapolis).

Morales dipinto ad olio, spesso su tavola (legno), ma a volte su tela. La sua attività si concentrò in Estremadura, dove fornì altari per le chiese di Badajoz, Plasencia, Arroyo de la Luz e Higuera la Real, e a Évora. La leggenda sostiene che egli è stato chiamato alla corte di Madrid circa 1560, ma non è riuscito a piacere e rimase un tempo molto breve. Lì avrebbe visto i capolavori del Rinascimento italiano nella collezione reale, e quindi sarebbe stato spiegato l’aumento dell’idealismo che caratterizza immagini come la Sacra Famiglia (Roncevaux) e la Madonna con il Bambino e il Battista (Salamanca).

Morales trascorse gli ultimi anni della sua vita a Badajoz, apparentemente in uno stato di salute in declino, che non gli impedì, tuttavia, di continuare a dipingere pale d’altare per le chiese conventuali di Alcántara e opere devozionali per la Cattedrale di Badajoz. Le leggende di una vecchiaia impoverita in uno stato di cecità imminente sono senza dubbio esagerate.

Ulteriori letture

Il resoconto più completo di Morales in inglese è Inajald Bäcksbacka, Luis de Morales (1962), che include un catalogo di tutte le sue opere conosciute, una bibliografia completa in tutte le lingue e 170 illustrazioni. L’unico altro studio in inglese è un breve lavoro di Elizabeth Du Gué Trapier, Luis de Morales e influenze leonardesche in Spagna (1953). □

Write a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.