Luigi Rossi

Luigi Rossi è stato uno dei più importanti compositori italiani del primo barocco. Il suo apprezzamento per le emozioni dei testi lo ha portato a escogitare nuovi mezzi di espressione nella musica vocale, che era la parte principale della sua produzione. Fu uno dei primi compositori il cui campo primario era la musica vocale secolare.

C’è un’assenza di prove concrete sulle sue origini e sulla sua vita precoce. Egli potrebbe essere stato un allievo di Giovanni de Macque e forse trascorso i primi anni alla corte napoletana. La prima documentazione documentale documenta che nel 1620 visse a Roma e, nell’agosto di quell’anno, entrò a far parte della famiglia del principe di Sulmona, Marc’Antonio Borghese, come musicista. Si guadagnò la reputazione di uno dei migliori tastieristi del suo tempo. La moglie del Principe, Camilla Orsini, aveva il suo personale musicale, che comprendeva un arpista da Roma di nome Costanza de Ponte. Lei e Rossi si sposarono il 3 luglio 1627. Costanza fu uno dei migliori suonatori di arpa dell’epoca; insieme formarono un duo musicale che era a tutti gli effetti formidabile. Camilla Orsini si vantava di loro ed era apparentemente felice di permettere loro di visitare alcune delle più importanti corti d’Italia, come i Medici a Firenze, dove soggiornarono per metà del 1635.

Rossi divenne organista a S Luigi dei Francesi, che era la chiesa nazionale francese a Roma. Ha tenuto quella posizione per il resto della sua vita, ma aveva generosi termini che gli hanno permesso assenze per mantenere tour. Quando se n’era andato, suo fratello, Giovan Carlo Rossi, gli succedette. Ad un certo punto nel corso del 1630-certamente non più tardi del 1641-lasciò l’impiego della famiglia Borghese ed entrò al servizio del noto francofilo, il cardinale Antonio Barberini, amante della musica e nipote di papa Urbano VIII.

Rossi compose la prima opera patrocinata da Barberini, Il palazzo incantato (1642). Fu invitato a Parigi nel giugno 1646, soggiornando l’estate presso la Corte reale di Fontainebleau. Rimase a Parigi in autunno, componendo una nuova opera, Orfeo, su richiesta del primo ministro Jules Mazarin. (La moglie di Rossi morì a Roma nel novembre 1646). L’opera debuttò il 2 marzo 1647. Mazarin era sotto attacco per stravaganza, e la costosa produzione divenne un punto di contesa. Nonostante le dispute politiche, la musica di Rossi è stata universalmente elogiata. Un altro viaggio in Francia (1648-1651) non ebbe successo a causa di una rivolta contro Mazarino. Rossi tornò definitivamente a Roma nel 1651. Lì continuò al culmine della sua fama e rispetto come uno dei più grandi compositori fino alla sua morte due anni dopo.

La valutazione storica dell’evoluzione dello stile di Rossi è resa difficile dal fatto che non ci sono date certe per la maggior parte delle sue quasi 300 opere vocali (oltre 200 in forma di canzonette). Solo se un’opera è sicuramente legata a un evento storico (come un lamento per un re svedese morto in battaglia nel 1632) si può stabilire una data approssimativa per la musica.

La musica di Rossi variava ampiamente nello stile. Ha scritto lamenti e altra musica nel vecchio stile di recitativo drammatico, prolisso melodico opere vocali potremmo chiamare canzoni patter, e canzoni con testi in rima versi. Poteva investire la sua musica con una notevole potenza emotiva, come nella sua popolarissima Gelosia che a poco a poco, una canzonetta che ritrae una persona impazzita dalla gelosia.

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